Studio

Architetto Mazza

Les Crêtes

Ampliamento azienda vinicola

Luogo: Aymavilles, Aosta, Italia
Realizzazione: 2010-2012
Superficie costruita: 350mq

La cantina Les Crétes comprende un ampliamento adiacente all’antica cantina storica conosciuto come “Rifugio del Vino”.
Il nome non è dovuto solo alla localizzazione geografica in contesto alpino né al semplice concetto di accoglienza che è uno dei valori fondamentali di Les Crétes.
Il richiamo al rifugio di montagna suggella anche la peculiare esperienza della viticoltura eroica, portata avanti in luoghi in cui l’autenticità del territorio arriva a costituire un elemento dalle ricadute importanti sull’attività vinicola, svolta in condizioni spesso estreme.

La singolarità del contesto produce il carattere dell’architettura, influenzato anche da un preesistente ampliamento rimaneggiato in occasione del progetto
definitivo. L’edificio, di soli 170 mq, trae ispirazione dall’architettura dei rifugi alpini contemporanei e cerca un impatto immediato sul visitatore, giocando sulla
giustapposizione di volumi e materiali per produrre un effetto di dinamismo quasi espressionista.

La composizione dei corpi di fabbrica inclinati che si compenetrano è in realtà costruita su un segno semplice in pianta: due quadrati che si intersecano secondo un angolo a 45° in corrispondenza di un vertice.

La struttura di entrambi i corpi è composta da alte travi in legno lamellare che formano una copertura rivestita in alluminio e nell’edificio cantina poggiano, verso il fronte principale, su un parete intonacata fortemente arretrata rispetto alla copertura, attraverso cui si aprono delle fenditure orizzontali; l’attacco alla copertura è risolto con un nodo vetrato che corre lungo tutto il contorno della parete. Sul fronte posteriore, affacciato sulle montagne, l’appoggio è dato da due colonne in muratura e da pilastri in legno lamellare, mentre il resto della facciata resta completamente vetrato.

Sul lato dell’entrata una rampa collega la barricaia alla sala degustazione al piano interrato, mentre una scala a chiocciola in metallo e legno raggiunge il mezzanino, realizzato con un tamponamento in assi di legno che lo separa dallo spazio sottostante come nelle baite tradizionali.

Mentre il blocco principale ospita le funzioni di accoglienza e la cantina interrata, il secondo, più piccolo, è in realtà uno spazio aperto, una sorta di corte coperta o un rifugio sotto cui sostare, un luogo riparato che richiama le tettoie delle case tradizionali sotto cui poter continuare a lavorare all’aperto anche quando le condizioni meteorologiche cambiano repentinamente.

L’interno, pur nella linearità dell’impianto, produce un interessante itinerario di visita, dato dalla giustapposizione dei materiali, dalle linee sbieche delle pareti, dall’uso del vetro e del metallo all’interno che contrastano con il legno naturale. Il risultato è uno spazio caldo e accogliente, un luogo di contemplazione.

Particolare del bagno di servizio